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Anonimo||
Soggetto: Pechino, Cina. Veduta del Tempio del Mare della Sapienza (Zhihui Hai). Situato nel punto più alto della Collina della Longevità, è la struttura più antica del Palazzo d'Estate. È noto come "Padiglione Senza Travi" (Wu Liang Tien) perché costruito interamente in mattoni e archi a botte in pietra; questa particolarità gli permise di sopravvivere all'incendio del 1860. L'esterno è rivestito da piastrelle invetriate gialle e verdi che fungono da "armatura" protettiva contro le intemperie. Le pareti ospitano 1.008 piccole statue di Buddha incastonate in nicchie che creano riflessi brillanti con il sole. Il nome "Mare della Sapienza" celebra la saggezza del Buddha Amitabha, vasta e profonda quanto l'oceano. Danneggiate nel 1900 durante la Rivolta dei Boxer, le teste delle statue sono state reintegrate in epoca moderna. Tuttavia, poiché le piastrelle e la struttura interna si dilatano in modo diverso col calore, le decorazioni tendono oggi a staccarsi, richiedendo continue manutenzioni.
Oggetto: positivo - fotografie
Materia e tecnica: Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 145 x 200
Data e luogo ripresa: Cina, Pechino, Tempio del Cielo
Sede museale: Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani
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Anonimo||
Soggetto: Pechino, Cina. Veduta del Pailou di Porcellana ( Liu li pai fang ) all'interno del Parco Beihai. È uno dei rari esempi superstiti di archi cerimoniali rivestiti interamente in ceramica invetriata multicolore. La struttura, che segna l'accesso al complesso del Wanfu Lou (Padiglione delle Diecimila Felicità) nell'area monumentale di Xiaoxitian, presenta un'imponente configurazione a tre porte e sette tetti, poggiata su una base di marmo bianco scolpita con motivi a nuvole e draghi. In primo piano, un ponte di marmo a tre arcate conduce i visitatori lungo l'asse cerimoniale verso il portale. La finitura dell'arco è composta da piastrelle in ceramica (giallo imperiale, verde e blu) che proteggono le pareti in stucco vermiglio come una vera armatura, preservandole dall'erosione atmosferica. I tetti sono completati da cornicioni con tegole smaltate e decorati con piccole figure di animali mitologici, tipici dell'architettura imperiale, che culminano in una sommità policroma di grande pregio.
Oggetto: positivo - fotografie
Materia e tecnica: Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 145 x 200
Data e luogo ripresa: Cina, Pechino, Parco Beihai
Sede museale: Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani
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Anonimo||
Soggetto: Pechino, Cina. Veduta della Sala dell'Armonia Suprema (Taihe Dian), l'edificio più grande all'interno della Città Proibita. Era qui che l'imperatore teneva corte e celebrava le cerimonie più solenni, come il Capodanno o l'ascesa al trono. La sala sorge su una base di marmo a tre livelli. In primo piano spiccano le balaustre, i ponti e le gradinate, tutti realizzati in marmo bianco scolpito con motivi a nuvole e draghi. Le scale centrali presentano il celebre percorso imperiale, decorato con rilievi imperiali, riservato esclusivamente al passaggio del sovrano. Sulla terrazza si trovano simboli del potere assoluto: la meridiana (Rigui), che rappresentava il controllo imperiale sul tempo, e il misuratore di grano (Jialiang), simbolo di giustizia e unità delle misure. La sala segue il modulo numerico del "Nove e Cinque" (9 campate di larghezza e 5 di profondità), numeri riservati esclusivamente alla maestà imperiale. Il tetto a doppio spiovente è rivestito da tegole invetriate gialle
Oggetto: positivo - fotografie
Materia e tecnica: Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 145 x 200
Data e luogo ripresa: Cina, Pechino, Città Proibita
Sede museale: Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani
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Anonimo||
Soggetto: Pechino, Cina. Veduta del Biyong, l'edificio centrale del Guozijian, l'antica Accademia Imperiale (o Collegio dei Figli dello Stato). Costruita nel 1784 sotto l'imperatore Qianlong, la struttura è quadrata, a due piani, con un tetto a quattro spioventi rivestito di tegole invetriate giallo imperiale e sormontato da una grande sfera dorata. Durante la dinastia Qing, l'imperatore vi si recava in occasioni solenni per esporre i Classici Confuciani a migliaia di studenti e funzionari, che sedevano nel cortile circostante. All'interno del complesso, vicino al Biyong, si trovano le 190 stele di pietra su cui sono incisi i Tredici Classici (Shi San Jing), realizzate per preservare i testi da qualsiasi alterazione nel tempo. Architettonicamente, l'edificio incarna il concetto di "Cielo Rotondo e Terra Quadrata": la sala poggia su una piattaforma quadrata circondata da un fossato d'acqua circolare, che fungeva da barriera simbolica e acustica per isolare il luogo della sapienza imperiale.
Oggetto: positivo - fotografie
Materia e tecnica: Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 145 x 200
Data e luogo ripresa: Cina, Pechino, Guozijian
Sede museale: Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani
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Anonimo||
Soggetto: Shandong, Cina. Veduta del Tempio delle Nuvole Azzurre ( o Tempio di Bixia/Bixia Ci), situato sulla vetta del Monte Tai (Taishan). L'immagine è incorniciata da una Porta della Luna, un'apertura circolare tradizionale nelle mura dei giardini cinesi. La sala è dedicata a Bixia Yuanjun, la "Dea delle Nuvole Azzurre", divinità taoista venerata come protettrice delle donne e dei bambini. Il tempio è celebre per l'uso massiccio di bronzo e ferro nelle tegole e nelle strutture, scelti per resistere ai forti venti e alle intemperie della vetta. Il Monte Tai è la più sacra delle "Cinque Grandi Montagne" della Cina. Per oltre 2.000 anni, gli imperatori si sono recati qui per celebrare i sacrifici Fengshan, rendendo omaggio al Cielo e alla Terra per legittimare il proprio potere divino. Ancora oggi, il Tempio di Bixia è un'importante meta di pellegrinaggio per chi affronta i circa 7.000 scalini per raggiungere la cima. L'intero complesso è parte del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 1987.
Oggetto: positivo - fotografie
Materia e tecnica: Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 200 x 145
Data e luogo ripresa: Cina, Pechino, Monte Tai
Sede museale: Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani
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