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Ritratto di un ramo di Cedro del Libano (Cedrus libani) carico di pigne, simbolo identitario del Levante, associato ai valori di forza e longevità, frequentemente citato nella Bibbia
Ramla, Palestina storica, Grande Siria, oggi Israele. Veduta della Torre dei Quaranta Martiri detta Torre Bianca. Torre mamelucca del XIII secolo, parte del complesso della Moschea Bianca, luogo di sepoltura dei quaranta compagni del Profeta e utilizzata anche come torre di avvistamento.
Tripoli, Libano. Veduta dell’ingresso del ponte sul fiume Abu Ali, prima della sua distruzione a seguito di una grave alluvione negli anni Sessanta del Novecento; sullo sfondo la storica Moschea al‑Bartasi.
Palmira, Siria. Veduta del settore occidentale dell’antica Palmira, con la monumentale Grande Colonnata in primo piano. Importante sito archeologico, la città ha subito gravissimi danni durante la guerra civile siriana. Nota come la “Sposa del deserto”, Palmira fu tra il I e il III secolo d.C. uno dei principali nodi delle rotte commerciali del deserto siriaco, crocevia tra l’Occidente romano e l’Oriente fino all’India e alla Cina.
Gerusalemme, Palestina storica, Grande Siria, oggi Israele. Veduta della Porta di Damasco, la più importante delle otto porte d'accesso alla Città Vecchia di Gerusalemme. Situata sul lato settentrionale, funge da ingresso principale al Quartiere Musulmano e collega la città storica alla moderna Gerusalemme Est. L'attuale struttura monumentale fu costruita nel 1537 per ordine del sultano ottomano Solimano il Magnifico.
Afqa, Libano. Veduta della Valle di Adone, attraversata dal fiume Nahr Ibrahim, nella catena costiera libanese tra Jounieh e Byblos, area ricca di rovine antiche e oggi parte della Riserva della Biosfera UNESCO del Monte Jabal Moussa.
Haifa, Palestina storica, Grande Siria, oggi Israele. Veduta panoramica della baia di Haifa (Caïffa) osservata dalle alture del Monte Carmelo. In primo piano una figura stante di spalle, avvolta in un mantello a righe, accanto a fichi d’India, elemento caratteristico del paesaggio palestinese, simbolo di resistenza. Sullo sfondo la pianura costiera coltivata e l’insediamento urbano affacciato sul Mediterraneo.
Gerusalemme, Palestina storica, Grande Siria, oggi Israele. Veduta della facciata principale della Moschea di al‑Aqsa, uno dei monumenti più importanti del complesso monumentale noto come Haram al‑Sharif, situato nella Città Vecchia di Gerusalemme. Luogo di culto islamico tuttora attivo, il sito sorge all’interno di un complesso sacro condiviso da più tradizioni religiose. Inserito in un contesto di forte tensione, negli ultimi anni è stato più volte oggetto di incursioni e attacchi.
Nablus, Palestina. Veduta della Tomba di Giuseppe, tradizionalmente identificata come luogo di sepoltura del patriarca biblico Giuseppe, situata nell’area nota come Campo di Giacobbe. Il sito è considerato sacro dalle tradizioni ebraica, cristiana e musulmana. Inserito in un contesto di forte tensione, negli ultimi decenni è stato più volte oggetto di attacchi e incursioni. Il sito appare già in rovina per cause storiche e naturali antecedenti alla fotografia.
Groll, Andreas
Armatura attribuita all’arciduca Sigismondo del Tirolo, databile al 1480 circa, raffigurata in ripresa integrale e proveniente dalla collezione del Castello di Ambras a Innsbruck (Tirolo). L’immagine documenta un’armatura tardogotica completa, caratterizzata da elementi difensivi metallici articolati e decorati secondo la produzione armiera dell’area tirolese e germanica del XV secolo.
Chevallier, Auguste
Château de Pierrefonds – Facciata sud. Ricostruito e restaurato nel XIX secolo su impulso di Napoleone III e sotto la direzione dell’architetto Eugène Viollet-le-Duc.
Chevallier, Auguste
Château de Pierrefonds – Facciata est. Ricostruito e restaurato nel XIX secolo su impulso di Napoleone III e sotto la direzione dell’architetto Eugène Viollet-le-Duc.
Ritratto di una donna turca, interamente coperta da un mantello e un velo, posta sull’uscio di una porta.
Chevallier, Auguste
Château de Pierrefonds – Interno, sala espositiva del Gabinetto d’Armi. La fotografia documenta l’allestimento delle collezioni di armi e armature all’interno del castello. Al centro è visibile un’armatura completa datata 1430–1440. Ai lati, con numero 38, sono presenti frammenti di armatura tedesca del XVI secolo. Nella parte inferiore della composizione, a sinistra, sono identificati i numeri 102, 104 e 103: una celata da guerra tedesca della metà del XV secolo, una celata inglese dello stesso periodo e un elmo tedesco da giostra del XV secolo. In basso a destra, con il numero 101, è presente un bacinetto della fine del XIV secolo. Nella parte centrale destra, con il numero 180, è visibile uno scudo italiano semplice del XVI secolo; al centro sinistra, con il numero 181, una rotella italiana. Ai margini superiori, su entrambi i lati, con il numero 343, sono esposti quattro ronconi italiani della prima metà del XVI secolo.
Chevallier, Auguste
Château de Pierrefonds – Interno, sala espositiva del Gabinetto d’Armi. La fotografia documenta l’allestimento delle collezioni di armi e armature all’interno del castello. Sono raffigurate due armature da bambino, simili tra loro, destinate alla giostra, di produzione tedesca, databili alla fine del XV secolo.
Gerusalemme, Palestina storica, Grande Siria, oggi Israele. Veduta di un vicolo della Via Dolorosa, la celebre strada di Gerusalemme che, secondo la tradizione cristiana, corrisponde al percorso lungo il quale Gesù, portando la croce, fu condotto al luogo della sua crocifissione. Lo scorcio inquadrato è sovrastato da un arco rampante di sostegno di epoca medievale. Il titolo d'epoca impresso sul positivo, "La Tour Antonia", fa riferimento alla struttura ormai scomparsa della Torre Antonia, il luogo in cui Gesù fu giudicato e condannato a morte. L'edificio ottomano visibile sullo sfondo sorge infatti sopra lo sperone roccioso calcareo che faceva da fondamenta alla fortezza erodiana, rasa al suolo dalle legioni romane nel 70 d.C.
Alinari F.lli
Due elmi giapponesi in ferro battuto. L’elmo di destra presenta una forma a conchiglia ed è decorato con un motivo animale fantastico, probabilmente un drago; l’altro ha una calotta cupoliforme con un elemento decorativo frontale anch’esso in ferro, realizzato a forma di conchiglia. I due oggetti fanno parte della collezione del Museo Stibbert a Firenze.
Alinari F.lli
Elmo persiano con camaglio. L’elmo presenta decorazioni di tipo animalesco, con un volto zoomorfo e corna applicate. L’oggetto fa parte della collezione del Museo Stibbert a Firenze.
Alinari F.lli
Scudo persiano ageminato in oro. L’oggetto fa parte della collezione del Museo Stibbert a Firenze.
Anonimo
Corsetto in seta ricamata, foderato in tela stampata, databile all’inizio del XVII secolo. La fotografia è stata realizzata all’interno del Musée de Cluny, ed è probabilmente riferibile a un oggetto conservato nelle sue collezioni.
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