Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE
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Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Trento, comune di Rovereto. Veduta del tratto ferroviario scavato nel terreno, nei pressi dell’attuale frazione di Marco. Trincea dei Lavini di Marco: uno scavo a cielo aperto realizzato per permettere a una ferrovia o a una strada di attraversare un rilievo senza dover scavare una galleria o affrontare pendenze eccessive. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Trento, comune di Rovereto. Veduta panoramica del ponte ferroviario sul torrente Leno, oggi completamente modificato e adattato all’evoluzione infrastrutturale. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio, acqua, montagna. Persone, operaio.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Trento, comune di Rovereto. Veduta panoramica del Castello di Rovereto, ripreso dalla riva del torrente Leno. Costruzione conosciuta anche con il nome di Castel Veneto: originaria fortezza medievale dei Castelbarco che, sotto il controllo della Repubblica di Venezia, venne trasformata in una moderna roccaforte militare. Struttura con mura massicce e torrioni circolari. Architettura. Paesaggio, acqua, montagna.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Trento, comune. Veduta panoramica del ponte ferroviario sulla deviazione del fiume Adige. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio, acqua, montagna. Persone, operaio.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Veduta panoramica di una parte della città di Trento vista dalla sponda destra del fiume Adige. Al centro dell’inquadratura è collocata la Torre Verde, ancora affacciata sul fiume (prima della conclusione dei lavori di deviazione del corso d’acqua, avvenuta nel 1858). In secondo piano: il Castello del Buonconsiglio (visibile a destra), oggi museo. Architettura, monumento, complesso monumentale. Paesaggio urbano, acqua, montagna.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Trento, comune di Lavis. Veduta panoramica del viadotto ferroviario passante in corrispondenza delle foci del torrente Avisio sul fiume Adige, ripreso durante le fasi di costruzione: visibile una gru a ponte mobile in legno, monorotaia. Ad oggi esistono tre infrastrutture che attraversano il torrente in quel punto: il viadotto autostradale (A22), provinciale e della ferrovia tra Trento e Malè. Persone, operaio.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Trento, comune di San Michele all'Adige. Veduta panoramica del ponte ferroviario sul fiume Adige. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio, acqua, montagna. Persone, operaio.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Bolzano. Veduta panoramica del ponte ferroviario sul fiume Adige nell’area di Oltradige-Bassa Atesina. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio, acqua, montagna.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Veduta panoramica di una parte della città di Bolzano vista dalla sponda sinistra del fiume Isarco. Nell’inquadratura sono visibili il ponte ferroviario e, al centro, il Duomo di Bolzano (chiesa di Santa Maria Assunta) con la sua torre campanaria. Architettura religiosa che fonde armoniosamente lo stile romanico e quello gotico. Campanile. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio urbano, acqua, montagna.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Bolzano, comune. Veduta panoramica della stazione ferroviaria di Bolzano suddivisa in due componenti: a sinistra l’edificio dedicato all'ingresso dei passeggeri e a destra una struttura coperta che fungeva da rimessa per le locomotive; oggi completamente ristrutturato, adattato ed ampliato. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio urbano, montagna. Persone, operaio.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta di una delle torri angolari (角楼, jiǎolóu) che si innalzano lungo il fossato della Città Proibita. Realizzate nel 1420 durante la dinastia Ming, queste torri costituivano un elemento fondamentale del sistema difensivo del palazzo imperiale e sono collocate ai quattro angoli della cinta muraria. Quando la Città Proibita era riservata esclusivamente all’imperatore e alla sua famiglia, fungevano da postazioni di sorveglianza e caserme per le guardie imperiali, operative giorno e notte. Le strutture si distinguono per la complessa architettura lignea e per il caratteristico tetto a tripla falda, uno degli elementi più iconici del complesso.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta della Città Proibita con le mura perimetrali, il camminamento e un padiglione d’angolo che domina il fossato. L’antico palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing si estende per oltre 720.000 m², comprende 980 edifici organizzati lungo un rigoroso asse cerimoniale nord‑sud ed è circondato da mura alte 10 metri e da un fossato largo 52 metri. Al centro del complesso si distinguono i tetti dei palazzi interni e una delle grandi sale cerimoniali che ospitava le funzioni più solenni della corte. Costruita tra il 1406 e il 1420 durante il regno dell’imperatore Yongle, la Città Proibita fu la residenza di 24 imperatori e il cuore politico e rituale della Cina per oltre cinque secoli. Divenuta museo nel 1925, oggi ospita le collezioni del Museo del Palazzo, una delle raccolte d’arte imperiale più importanti al mondo. Dal 1987 è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la sua architettura senza eguali e il ruolo centrale nella storia cinese.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta dall’alto del Paiyun Dian (Pai‑yun‑tien), noto come Padiglione delle Nuvole Disperse (Hall of Dispelling Clouds), situato all’interno del Palazzo d’Estate (Yiheyuan). Donato dall’imperatore Qianlong alla madre in occasione del suo compleanno, fu incendiato dalle truppe anglo‑francesi nel 1860 e ricostruito nel 1886 sotto l’imperatore Guangxu come sala del trono. Successivamente divenne il principale luogo delle celebrazioni del compleanno e di altre funzioni cerimoniali dell’Imperatrice Vedova Cixi. Il complesso è oggi tutelato dall’UNESCO come uno dei più preziosi esempi di architettura paesaggistica imperiale. Considerato simbolicamente la sede dell’Imperatore del Cielo, l’edificio si eleva su una terrazza con balaustre in marmo, preceduta da coppie di draghi e fenici, vasi tripodi e fontane di bronzo. All’interno sono conservati il Trono dei Nove Dragoni e pregiati arredi cerimoniali impiegati nelle celebrazioni.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Tempio Chanfu (Chien‑fu Szu), situato nell’area settentrionale del Parco Beihai, è rinomato per la sua eleganza, soprattutto in primavera, quando la fioritura dei peschi crea un paesaggio particolarmente suggestivo. Considerato uno dei complessi più sfarzosi del parco, presenta monumentali portali in marmo, tetti rivestiti di tegole in porcellana e pareti finemente decorate. Il tempio si trova sull’Isola dei Fiori di Giada (Qionghua), l’isolotto centrale del grande lago del Parco Beihai, noto per la caratteristica Pagoda Bianca (Baita), costruita nel 1651 in stile tibetano. Il parco, uno dei più antichi giardini imperiali di Pechino, ha origini risalenti al 938, sotto la dinastia Liao, ed è stato aperto al pubblico solo nel 1925. La sua conformazione segue il modello tradizionale cinese del “lago e tre colline”, ispirato alla leggenda delle isole mistiche di Penglai, terre di pace ed immortalità secondo la mitologia taoista.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Tempio Chanfu (Chien‑fu Szu), situato nell’area settentrionale del Parco Beihai, è rinomato per la sua eleganza, soprattutto in primavera, quando la fioritura dei peschi crea un paesaggio particolarmente suggestivo. Considerato uno dei complessi più sfarzosi del parco, presenta monumentali portali in marmo, tetti rivestiti di tegole in porcellana e pareti finemente decorate. Il tempio si trova sull’Isola dei Fiori di Giada (Qionghua), l’isolotto centrale del grande lago del Parco Beihai, noto per la caratteristica Pagoda Bianca (Baita), costruita nel 1651 in stile tibetano. Il parco, uno dei più antichi giardini imperiali di Pechino, ha origini risalenti al 938, sotto la dinastia Liao, ed è stato aperto al pubblico solo nel 1925. La sua conformazione segue il modello tradizionale cinese del “lago e tre colline”, ispirato alla leggenda delle isole mistiche di Penglai, terre di pace ed immortalità secondo la mitologia taoista.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta laterale della Lunga Galleria (Long Corridor) del Palazzo d’Estate, struttura coperta che si sviluppa lungo la riva del Lago Kunming. Il percorso è caratterizzato da una sequenza regolare di pilastri lignei e da una balaustra decorativa continua, con un andamento sinuoso che accentua la profondità della colonnata; sul lato sinistro si intravede il giardino alberato. La Lunga Galleria, costruita tra il 1749 e il 1750 per volontà dell’imperatore Qianlong e ricostruita nel 1886 dopo le distruzioni del 1860, conduce agli edifici principali ai piedi della collina. È composta da 273 sezioni, corrispondenti agli spazi tra due coppie di colonne, ed era originariamente decorata da circa 1400 dipinti raffiguranti personaggi storici, paesaggi, fiori e uccelli. Ai due estremi si trovano padiglioni ottagonali che simboleggiano le quattro stagioni. A metà percorso si collocano l’arcata Yunhui Yuyu, affacciata sul lago, e la Porta delle Nuvole Disperse.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta frontale della Lunga Galleria (Long Corridor) del Palazzo d’Estate, struttura coperta che si sviluppa lungo la riva del Lago Kunming, ripresa lungo l’asse centrale del percorso coperto. La fotografia evidenzia la forte prospettiva creata dalla sequenza regolare dei pilastri lignei e dal soffitto decorato, che si susseguono in modo ritmico fino al punto di fuga. La Lunga Galleria, costruita tra il 1749 e il 1750 per volontà dell’imperatore Qianlong e ricostruita nel 1886 dopo le distruzioni del 1860, conduce agli edifici principali ai piedi della collina. È composta da 273 sezioni, corrispondenti agli spazi tra due coppie di colonne, ed era originariamente decorata da circa 1400 dipinti raffiguranti personaggi storici, paesaggi, fiori e uccelli. Ai due estremi si trovano padiglioni ottagonali che simboleggiano le quattro stagioni. A metà percorso si collocano l’arcata Yunhui Yuyu, affacciata sul lago, e la Porta delle Nuvole Disperse.
Anonimo
Shandong, Yenchow, Cina. Veduta del ponte in pietra sul fiume Si (Szu River). La fotografia ritrae un lungo ponte ad arcate multiple che attraversa il corso del fiume, composto da una sequenza regolare di tredici arcate in muratura, riflettute nella superficie calma dell’acqua. La struttura presenta una balaustra continua e spalle massicce che sostengono gli archi, alcuni dei quali mostrano segni di deterioramento. In primo piano, sulla riva sinistra, un piccolo gruppo di persone si trova accanto a una barca tirata a riva, mentre un albero dalle ampie fronde incornicia la scena dall’alto. Sullo sfondo, oltre il ponte, si distingue una linea di vegetazione fitta che definisce la riva opposta. L’immagine mette in risalto sia la monumentale architettura del ponte sia la vita quotidiana lungo il fiume.
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