Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE
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Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Trento, comune di San Michele all'Adige. Veduta panoramica del ponte ferroviario sul fiume Adige. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio, acqua, montagna. Persone, operaio.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Bolzano. Veduta panoramica del ponte ferroviario sul fiume Adige nell’area di Oltradige-Bassa Atesina. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio, acqua, montagna.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Veduta panoramica di una parte della città di Bolzano vista dalla sponda sinistra del fiume Isarco. Nell’inquadratura sono visibili il ponte ferroviario e, al centro, il Duomo di Bolzano (chiesa di Santa Maria Assunta) con la sua torre campanaria. Architettura religiosa che fonde armoniosamente lo stile romanico e quello gotico. Campanile. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio urbano, acqua, montagna.
Lotze, Moritz
Trentino-Alto Adige. Bolzano, comune. Veduta panoramica della stazione ferroviaria di Bolzano suddivisa in due componenti: a sinistra l’edificio dedicato all'ingresso dei passeggeri e a destra una struttura coperta che fungeva da rimessa per le locomotive; oggi completamente ristrutturato, adattato ed ampliato. Costruzione ferroviaria, treno, binario. Paesaggio urbano, montagna. Persone, operaio.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta di una delle torri angolari (角楼, jiǎolóu) che si innalzano lungo il fossato della Città Proibita. Realizzate nel 1420 durante la dinastia Ming, queste torri costituivano un elemento fondamentale del sistema difensivo del palazzo imperiale e sono collocate ai quattro angoli della cinta muraria. Quando la Città Proibita era riservata esclusivamente all’imperatore e alla sua famiglia, fungevano da postazioni di sorveglianza e caserme per le guardie imperiali, operative giorno e notte. Le strutture si distinguono per la complessa architettura lignea e per il caratteristico tetto a tripla falda, uno degli elementi più iconici del complesso.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta della Città Proibita con le mura perimetrali, il camminamento e un padiglione d’angolo che domina il fossato. L’antico palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing si estende per oltre 720.000 m², comprende 980 edifici organizzati lungo un rigoroso asse cerimoniale nord‑sud ed è circondato da mura alte 10 metri e da un fossato largo 52 metri. Al centro del complesso si distinguono i tetti dei palazzi interni e una delle grandi sale cerimoniali che ospitava le funzioni più solenni della corte. Costruita tra il 1406 e il 1420 durante il regno dell’imperatore Yongle, la Città Proibita fu la residenza di 24 imperatori e il cuore politico e rituale della Cina per oltre cinque secoli. Divenuta museo nel 1925, oggi ospita le collezioni del Museo del Palazzo, una delle raccolte d’arte imperiale più importanti al mondo. Dal 1987 è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la sua architettura senza eguali e il ruolo centrale nella storia cinese.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta dall’alto del Paiyun Dian (Pai‑yun‑tien), noto come Padiglione delle Nuvole Disperse (Hall of Dispelling Clouds), situato all’interno del Palazzo d’Estate (Yiheyuan). Il Palazzo, donato dall’imperatore Qianlong alla madre in occasione del suo compleanno, fu incendiato dalle truppe anglo‑francesi nel 1860 e ricostruito nel 1886 sotto l’imperatore Guangxu come sala del trono. Successivamente divenne il principale luogo delle celebrazioni del compleanno e di altre funzioni cerimoniali dell’Imperatrice Vedova Cixi. Il complesso è oggi tutelato dall’UNESCO come uno dei più preziosi esempi di architettura paesaggistica imperiale. Considerato simbolicamente la sede dell’Imperatore del Cielo, l’edificio si eleva su una terrazza con balaustre in marmo, preceduta da coppie di draghi e fenici, vasi tripodi e fontane di bronzo. All’interno sono conservati il Trono dei Nove Dragoni e pregiati arredi cerimoniali impiegati nelle celebrazioni.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Tempio Chanfu (Chien‑fu Szu), situato nell’area settentrionale del Parco Beihai, è rinomato per la sua eleganza, soprattutto in primavera, quando la fioritura dei peschi crea un paesaggio particolarmente suggestivo. Considerato uno dei complessi più sfarzosi del parco, presenta monumentali portali in marmo, tetti rivestiti di tegole in porcellana e pareti finemente decorate. Il tempio si trova sull’Isola dei Fiori di Giada (Qionghua), l’isolotto centrale del grande lago del Parco Beihai, noto per la caratteristica Pagoda Bianca (Baita), costruita nel 1651 in stile tibetano. Il parco, uno dei più antichi giardini imperiali di Pechino, ha origini risalenti al 938, sotto la dinastia Liao, ed è stato aperto al pubblico solo nel 1925. La sua conformazione segue il modello tradizionale cinese del “lago e tre colline”, ispirato alla leggenda delle isole mistiche di Penglai, terre di pace ed immortalità secondo la mitologia taoista.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Tempio Chanfu (Chien‑fu Szu), situato nell’area settentrionale del Parco Beihai, è rinomato per la sua eleganza, soprattutto in primavera, quando la fioritura dei peschi crea un paesaggio particolarmente suggestivo. Considerato uno dei complessi più sfarzosi del parco, presenta monumentali portali in marmo, tetti rivestiti di tegole in porcellana e pareti finemente decorate. Il tempio si trova sull’Isola dei Fiori di Giada (Qionghua), l’isolotto centrale del grande lago del Parco Beihai, noto per la caratteristica Pagoda Bianca (Baita), costruita nel 1651 in stile tibetano. Il parco, uno dei più antichi giardini imperiali di Pechino, ha origini risalenti al 938, sotto la dinastia Liao, ed è stato aperto al pubblico solo nel 1925. La sua conformazione segue il modello tradizionale cinese del “lago e tre colline”, ispirato alla leggenda delle isole mistiche di Penglai, terre di pace ed immortalità secondo la mitologia taoista.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta laterale della Lunga Galleria (Long Corridor) del Palazzo d’Estate, struttura coperta che si sviluppa lungo la riva del Lago Kunming. Il percorso è caratterizzato da una sequenza regolare di pilastri lignei e da una balaustra decorativa continua, con un andamento sinuoso che accentua la profondità della colonnata; sul lato sinistro si intravede il giardino alberato. La Lunga Galleria, costruita tra il 1749 e il 1750 per volontà dell’imperatore Qianlong e ricostruita nel 1886 dopo le distruzioni del 1860, conduce agli edifici principali ai piedi della collina. È composta da 273 sezioni, corrispondenti agli spazi tra due coppie di colonne, ed era originariamente decorata da circa 1400 dipinti raffiguranti personaggi storici, paesaggi, fiori e uccelli. Ai due estremi si trovano padiglioni ottagonali che simboleggiano le quattro stagioni. A metà percorso si collocano l’arcata Yunhui Yuyu, affacciata sul lago, e la Porta delle Nuvole Disperse.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta frontale della Lunga Galleria (Long Corridor) del Palazzo d’Estate, struttura coperta che si sviluppa lungo la riva del Lago Kunming, ripresa lungo l’asse centrale del percorso coperto. La fotografia evidenzia la forte prospettiva creata dalla sequenza regolare dei pilastri lignei e dal soffitto decorato, che si susseguono in modo ritmico fino al punto di fuga. La Lunga Galleria, costruita tra il 1749 e il 1750 per volontà dell’imperatore Qianlong e ricostruita nel 1886 dopo le distruzioni del 1860, conduce agli edifici principali ai piedi della collina. È composta da 273 sezioni, corrispondenti agli spazi tra due coppie di colonne, ed era originariamente decorata da circa 1400 dipinti raffiguranti personaggi storici, paesaggi, fiori e uccelli. Ai due estremi si trovano padiglioni ottagonali che simboleggiano le quattro stagioni. A metà percorso si collocano l’arcata Yunhui Yuyu, affacciata sul lago, e la Porta delle Nuvole Disperse.
Anonimo
Yanzhou, Shandong, Cina. Veduta del ponte in pietra sul fiume Si (Szu River). La fotografia ritrae un lungo ponte ad arcate multiple che attraversa il corso del fiume, composto da una sequenza regolare di arcate in muratura, riflettute nella superficie calma dell’acqua. In primo piano, sulla riva sinistra, un piccolo gruppo di persone si trova accanto a una barca tirata a riva, mentre un albero dalle ampie fronde incornicia la scena dall’alto. Sullo sfondo, oltre il ponte, si distingue una linea di vegetazione fitta che definisce la riva opposta. L’immagine mette in risalto sia la monumentale architettura del ponte sia la vita quotidiana lungo il fiume.
Anonimo
Cina. Il Il Grande Ponte di Pietra sul fiume Feng (Fenghe Dashan-qiao) è un'imponente struttura di oltre 100 metri che attraversa il fiume Feng, lungo l'antica strada imperiale tra Xianyang (Shienyang) e Xi'an (Sian), nello Shaanxi. Caratterizzato da una carreggiata priva di parapetti, poggia su una fitta schiera di pilastri in pietra con rare fondamenta circolari, progettate per resistere alle forti piene. Consolidato nelle sue forme attuali tra le dinastie Ming e Qing, rappresenta un rarissimo esempio di architettura antica: differenza dei comuni ponti in legno o su chiatte, la sua struttura interamente in pietra garantiva stabilità militare e civile. La sua posizione era strategica, collegando l'antica capitale della dinastia Qin con il cuore delle dinastie Han e Tang. Nell'immagine, un edificio tradizionale sullo sfondo segna il confine tra il paesaggio naturale e l'area urbana.
Anonimo
Hohhot, Cina. Una delle cinque torri sommitali del Tempio Wuta Si di Hohhot, anticamente nota come Kweihua nella provincia di Suiyuan. Esemplare monumentale di architettura buddista della dinastia Qing, completato nel 1732, la struttura si distingue per lo stile a "Trono di Diamante" (Vajrasana), caratterizzato da un imponente basamento rettangolare alto circa 16 metri che sostiene cinque pagode quadrate minori. Ogni livello della singola torre è interamente rivestito da una fitta trama di bassorilievi in mattoni smaltati raffiguranti il Buddha in meditazione, disposti in nicchie regolari. Alla base della torre sono scolpite figure più ampie di divinità protettrici (Dharmapala) e Bodhisattva. Il monumento è celebre per la presenza di una mappa cosmologica mongola incisa sulla parete posteriore del basamento, un reperto astronomico unico che riporta le costellazioni con iscrizioni in mongolo antico. L'opera integra inoltre elementi decorativi e testi sacri in sanscrito e tibetano.
Anonimo
Hohhot, Cina. Pagoda Bianca, splendido esemplare di architettura buddista tibetana (Chorten), nel complesso del Tempio delle Cinque Pagode (Wuta Si) a Hohhot, nella storica provincia di Suiyuan. La struttura poggia su un alto basamento quadrangolare decorato con raffinati bassorilievi di figure divine e simboli sacri. Il corpo centrale a forma di campana presenta una nicchia anteriore che custodisce un'immagine del Grande Buddha. Una caratteristica di eccezionale valore documentario è la presenza di testi sacri buddisti incisi in caratteri mongoli che rivestono le pareti del monumento. La sommità è coronata da un'alta guglia a anelli (chatra) che culmina con i simboli del sole e della luna, rappresentando il percorso simbolico verso il risveglio spirituale. Il monumento testimonia l'importanza di Hohhot, precedentemente nota come Kweihua, come centro spirituale e culturale dove la tradizione mongola e quella buddista tibetana si fondevano armoniosamente durante la dinastia Qing.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta laterale del Pailou, arco trionfale e portale celebrativo situato nel Parco Beihai a Pechino. Sovrasta il viale principale che conduce al ponte Yung An Tsz (Ponte della Pace Eterna), fungendo da solenne ingresso scenografico verso l'isola di Qionghua o Isola dei Fiori di Giada, cuore pulsante del parco. La struttura, di imponenti dimensioni, poggia su solide fondamenta in marmo bianco e si distingue per la complessa carpenteria in legno tipica dello stile imperiale. Il tetto è rivestito con le caratteristiche tegole smaltate che ne definiscono il prestigio gerarchico. Le parti lignee sono riccamente decorate con pitture a volute e motivi ornamentali, mentre i pilastri principali sono sostenuti lateralmente da travi di rinforzo oblique per garantirne la stabilità nel tempo. In primo piano, si nota un leone guardiano in pietra posto a protezione del varco, elemento simbolico fondamentale per scacciare gli spiriti maligni e proteggere l'area sacra o imperiale.
Anonimo
Yinchua, Cina. Veduta frontale del Pailou (portale celebrativo) lungo la via principale di Ninghsia (l'odierna Yinchuan), nota come città chiave ai margini del deserto. La struttura rappresenta un capolavoro della carpenteria lignea cinese, caratterizzata da un sistema di tetti a più livelli estremamente complesso. Nell'architettura del tetto, le cornici a incastro (dougong) sostengono ampie falde ricurve decorate con tegole smaltate e piccole campane appese agli angoli (fenglian), destinate a suonare con il vento. La parte centrale del portale presenta pannelli finemente intagliati con motivi floreali e iscrizioni onorifiche, mentre la base è protetta da strutture in muratura per resistere alle rigide condizioni climatiche della regione. Il monumento fungeva da arco trionfale e segnava il passaggio scenografico attraverso il il centro cittadino, integrando lo stile imperiale con le tradizioni costruttive locali delle zone di confine del nord-ovest della Cina.
Anonimo
Shandong, Cina. Veduta del Tempio di Bixia (Pi-hsia-kung), situato sulla cima del Monte Tai. Il santuario fu costruito originariamente nel 1009 d.C., durante la dinastia Song settentrionale, ed è dedicato a Bixia Yuanjun, la “Dea delle Nuvole Azzurre” o “Dea del Monte Tai”. Considerato il tempio originario di tutti i luoghi di culto dedicati a questa divinità, è uno dei più importanti centri del Taoismo, in particolare della scuola Quanzhen, oltre a essere il più vasto complesso architettonico presente sulla vetta del Monte Tai, a circa 1.480 metri di altitudine. Il complesso si estende per circa 3.900 m² e comprende 12 edifici principali, disposti lungo un asse cerimoniale che riflette la tradizione architettonica cinese. Il Monte Tai è una delle montagne più simboliche della cultura cinese. Dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1987, è stato per oltre 3.000 anni meta di pellegrinaggi da parte di imperatori, poeti e studiosi, che vi salivano per cercare ispirazione spirituale
Anonimo
Pechino, Cina. Palazzo d’Estate, Padiglioni dei Sutra Girevoli (Zhuanlunzang). Situato sul versante anteriore della Collina della Longevità, questo gruppo di edifici è una parte fondamentale dell'asse centrale del Palazzo d'Estate. Si trova proprio accanto alla celebre Torre della Fragranza del Buddha. I due padiglioni laterali a due piani ospitano ciascuno un enorme armadio ligneo rotante. Questi meccanismi venivano usati per conservare i sutra, ovvero i testi sacri del buddismo. L'idea era che far ruotare l'intero archivio equivalesse, dal punto di vista del merito religioso, a leggere tutti i testi contenuti al suo interno. Questo permetteva anche a chi non sapeva leggere di compiere un atto di devozione completo. Il complesso presenta tetti in tegole di colore giallo (simbolo imperiale) con bordi verdi. Al centro, tra i padiglioni, si trova un'imponente stele di pietra alta quasi 10 metri, con iscrizioni dell'Imperatore Qianlong che descrivono la creazione del Lago Kunming.
Anonimo
Yinchuan, Cina. Pagoda del Tempio Chengtian, popolarmente conosciuta come la Pagoda Occidentale (Xita), situata nella regione del Ningxia. Fu costruita originariamente nel 1050 d.C. durante la dinastia Xia Occidentale e voluta dall'imperatrice vedova Mozang per invocare protezione per il figlio, l'imperatore Huizong. La pagoda originale fu rasa al suolo da un violento terremoto nel 1739 e ricostruita nel 1820, durante la dinastia Qing, che ha mantenuto fedelmente lo stile architettonico originale. Presenta una forma ottagonale in mattoni, alta circa 64,5 metri, con 11 piani e una cima a forma di pesca in mattoni smaltati verdi. A differenza di molte pagode cinesi con tetti curvi e sporgenti su ogni piano, la Pagoda Occidentale ha cornicioni molto sottili, il che le conferisce un aspetto slanciato e monolitico. Cava all'interno, ospita una scala a chiocciola in legno. La Pagoda Occidentale ha una celebre 'gemella' a Yinchuan, la Pagoda Haibao, che svetta sul lato opposto della città.
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