Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE
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rappresentazione de' Le baruffe chiozzotte, regia di Ladislav Smoček, scene di Jan Švankmajer, costumi di Jarmila Konečná, musica di Petr Skoumal, Činoherní klub, Praga, Cecoslovacchia, 1973
rappresentazione de' Le baruffe chiozzotte, regia di Ladislav Smoček, scene di Jan Švankmajer, costumi di Jarmila Konečná, musica di Petr Skoumal, Činoherní klub, Praga, Cecoslovacchia, 1973
rappresentazione de' Le baruffe chiozzotte, regia di Ladislav Smoček, scene di Jan Švankmajer, costumi di Jarmila Konečná, musica di Petr Skoumal, Činoherní klub, Praga, Cecoslovacchia, 1973
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta di una delle torri angolari (角楼, jiǎolóu) che si innalzano lungo il fossato della Città Proibita. Realizzate nel 1420 durante la dinastia Ming, queste torri costituivano un elemento fondamentale del sistema difensivo del palazzo imperiale e sono collocate ai quattro angoli della cinta muraria. Quando la Città Proibita era riservata esclusivamente all’imperatore e alla sua famiglia, fungevano da postazioni di sorveglianza e caserme per le guardie imperiali, operative giorno e notte. Le strutture si distinguono per la complessa architettura lignea e per il caratteristico tetto a tripla falda, uno degli elementi più iconici del complesso.
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta della Città Proibita con le mura perimetrali, il camminamento e un padiglione d’angolo che domina il fossato. L’antico palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing si estende per oltre 720.000 m², comprende 980 edifici organizzati lungo un rigoroso asse cerimoniale nord‑sud ed è circondato da mura alte 10 metri e da un fossato largo 52 metri. Al centro del complesso si distinguono i tetti dei palazzi interni e una delle grandi sale cerimoniali che ospitava le funzioni più solenni della corte. Costruita tra il 1406 e il 1420 durante il regno dell’imperatore Yongle, la Città Proibita fu la residenza di 24 imperatori e il cuore politico e rituale della Cina per oltre cinque secoli. Divenuta museo nel 1925, oggi ospita le collezioni del Museo del Palazzo, una delle raccolte d’arte imperiale più importanti al mondo. Dal 1987 è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la sua architettura senza eguali e il ruolo centrale nella storia cinese.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta dall’alto del Paiyun Dian (Pai‑yun‑tien), noto come Padiglione delle Nuvole Disperse (Hall of Dispelling Clouds), situato all’interno del Palazzo d’Estate (Yiheyuan). Il Palazzo, donato dall’imperatore Qianlong alla madre in occasione del suo compleanno, fu incendiato dalle truppe anglo‑francesi nel 1860 e ricostruito nel 1886 sotto l’imperatore Guangxu come sala del trono. Successivamente divenne il principale luogo delle celebrazioni del compleanno e di altre funzioni cerimoniali dell’Imperatrice Vedova Cixi. Il complesso è oggi tutelato dall’UNESCO come uno dei più preziosi esempi di architettura paesaggistica imperiale. Considerato simbolicamente la sede dell’Imperatore del Cielo, l’edificio si eleva su una terrazza con balaustre in marmo, preceduta da coppie di draghi e fenici, vasi tripodi e fontane di bronzo. All’interno sono conservati il Trono dei Nove Dragoni e pregiati arredi cerimoniali impiegati nelle celebrazioni.
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Tempio Chanfu (Chien‑fu Szu), situato nell’area settentrionale del Parco Beihai, è rinomato per la sua eleganza, soprattutto in primavera, quando la fioritura dei peschi crea un paesaggio particolarmente suggestivo. Considerato uno dei complessi più sfarzosi del parco, presenta monumentali portali in marmo, tetti rivestiti di tegole in porcellana e pareti finemente decorate. Il tempio si trova sull’Isola dei Fiori di Giada (Qionghua), l’isolotto centrale del grande lago del Parco Beihai, noto per la caratteristica Pagoda Bianca (Baita), costruita nel 1651 in stile tibetano. Il parco, uno dei più antichi giardini imperiali di Pechino, ha origini risalenti al 938, sotto la dinastia Liao, ed è stato aperto al pubblico solo nel 1925. La sua conformazione segue il modello tradizionale cinese del “lago e tre colline”, ispirato alla leggenda delle isole mistiche di Penglai, terre di pace ed immortalità secondo la mitologia taoista.
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Tempio Chanfu (Chien‑fu Szu), situato nell’area settentrionale del Parco Beihai, è rinomato per la sua eleganza, soprattutto in primavera, quando la fioritura dei peschi crea un paesaggio particolarmente suggestivo. Considerato uno dei complessi più sfarzosi del parco, presenta monumentali portali in marmo, tetti rivestiti di tegole in porcellana e pareti finemente decorate. Il tempio si trova sull’Isola dei Fiori di Giada (Qionghua), l’isolotto centrale del grande lago del Parco Beihai, noto per la caratteristica Pagoda Bianca (Baita), costruita nel 1651 in stile tibetano. Il parco, uno dei più antichi giardini imperiali di Pechino, ha origini risalenti al 938, sotto la dinastia Liao, ed è stato aperto al pubblico solo nel 1925. La sua conformazione segue il modello tradizionale cinese del “lago e tre colline”, ispirato alla leggenda delle isole mistiche di Penglai, terre di pace ed immortalità secondo la mitologia taoista.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta laterale della Lunga Galleria (Long Corridor) del Palazzo d’Estate, struttura coperta che si sviluppa lungo la riva del Lago Kunming. Il percorso è caratterizzato da una sequenza regolare di pilastri lignei e da una balaustra decorativa continua, con un andamento sinuoso che accentua la profondità della colonnata; sul lato sinistro si intravede il giardino alberato. La Lunga Galleria, costruita tra il 1749 e il 1750 per volontà dell’imperatore Qianlong e ricostruita nel 1886 dopo le distruzioni del 1860, conduce agli edifici principali ai piedi della collina. È composta da 273 sezioni, corrispondenti agli spazi tra due coppie di colonne, ed era originariamente decorata da circa 1400 dipinti raffiguranti personaggi storici, paesaggi, fiori e uccelli. Ai due estremi si trovano padiglioni ottagonali che simboleggiano le quattro stagioni. A metà percorso si collocano l’arcata Yunhui Yuyu, affacciata sul lago, e la Porta delle Nuvole Disperse.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta frontale della Lunga Galleria (Long Corridor) del Palazzo d’Estate, struttura coperta che si sviluppa lungo la riva del Lago Kunming, ripresa lungo l’asse centrale del percorso coperto. La fotografia evidenzia la forte prospettiva creata dalla sequenza regolare dei pilastri lignei e dal soffitto decorato, che si susseguono in modo ritmico fino al punto di fuga. La Lunga Galleria, costruita tra il 1749 e il 1750 per volontà dell’imperatore Qianlong e ricostruita nel 1886 dopo le distruzioni del 1860, conduce agli edifici principali ai piedi della collina. È composta da 273 sezioni, corrispondenti agli spazi tra due coppie di colonne, ed era originariamente decorata da circa 1400 dipinti raffiguranti personaggi storici, paesaggi, fiori e uccelli. Ai due estremi si trovano padiglioni ottagonali che simboleggiano le quattro stagioni. A metà percorso si collocano l’arcata Yunhui Yuyu, affacciata sul lago, e la Porta delle Nuvole Disperse.
Anonimo
Yanzhou, Shandong, Cina. Veduta del ponte in pietra sul fiume Si (Szu River). La fotografia ritrae un lungo ponte ad arcate multiple che attraversa il corso del fiume, composto da una sequenza regolare di arcate in muratura, riflettute nella superficie calma dell’acqua. In primo piano, sulla riva sinistra, un piccolo gruppo di persone si trova accanto a una barca tirata a riva, mentre un albero dalle ampie fronde incornicia la scena dall’alto. Sullo sfondo, oltre il ponte, si distingue una linea di vegetazione fitta che definisce la riva opposta. L’immagine mette in risalto sia la monumentale architettura del ponte sia la vita quotidiana lungo il fiume.
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