Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE
Ricerca semplice
Ricerca avanzata
Ricerca strutturata
Seleziona il tipo di scheda
Opere d'arte
Fotografie
Stampe
Disegni
Soggetto / Titolo
Identificazione
Soggetto della foto
Titolo
Autore / Ambito culturale
Fotografo personale
Autore ente collettivo
Autore personale
Materia e tecnica
Indicazione di colore
Materia e tecnica
Datazione
Secolo
Frazione di secolo
Da
Validità
A
Validità
Tipologia oggetto
Definizione dell’oggetto
Altri parametri di ricerca
N. inventario museo
N. catalogo generale
Percorso
ID SCHEDA
Altri parametri di ricerca
N. inventario museo
N. catalogo generale
Percorso
ID SCHEDA
Altri parametri di ricerca
N. inventario museo
N. catalogo generale
Percorso
ID SCHEDA
Filtro raccolta
Museo Correr
Ca' Rezzonico
Ca' Pesaro
Casa Goldoni
Museo Fortuny
Palazzo Ducale
Ca' Mocenigo
Storia Naturale
Museo Vetraio
Ordina per
ID scheda
ID scheda (decrescente)
Tipo Scheda
Tipo Scheda (decrescente)
Comune
Schede trovate: 7511
<<
<
|
...
|
351
|
352
|
353
|
354
|
355
|
356
|
357
|
358
|
359
|
360
|
...
|
>
>>
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta della Città Proibita con le mura perimetrali, il camminamento e un padiglione d’angolo che domina il fossato. L’antico palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing si estende per oltre 720.000 m², comprende 980 edifici organizzati lungo un rigoroso asse cerimoniale nord‑sud ed è circondato da mura alte 10 metri e da un fossato largo 52 metri. Al centro del complesso si distinguono i tetti dei palazzi interni e una delle grandi sale cerimoniali che ospitava le funzioni più solenni della corte. Costruita tra il 1406 e il 1420 durante il regno dell’imperatore Yongle, la Città Proibita fu la residenza di 24 imperatori e il cuore politico e rituale della Cina per oltre cinque secoli. Divenuta museo nel 1925, oggi ospita le collezioni del Museo del Palazzo, una delle raccolte d’arte imperiale più importanti al mondo. Dal 1987 è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la sua architettura senza eguali e il ruolo centrale nella storia cinese.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta dall’alto del Paiyun Dian (Pai‑yun‑tien), noto come Padiglione delle Nuvole Disperse (Hall of Dispelling Clouds), situato all’interno del Palazzo d’Estate (Yiheyuan). Il Palazzo, donato dall’imperatore Qianlong alla madre in occasione del suo compleanno, fu incendiato dalle truppe anglo‑francesi nel 1860 e ricostruito nel 1886 sotto l’imperatore Guangxu come sala del trono. Successivamente divenne il principale luogo delle celebrazioni del compleanno e di altre funzioni cerimoniali dell’Imperatrice Vedova Cixi. Il complesso è oggi tutelato dall’UNESCO come uno dei più preziosi esempi di architettura paesaggistica imperiale. Considerato simbolicamente la sede dell’Imperatore del Cielo, l’edificio si eleva su una terrazza con balaustre in marmo, preceduta da coppie di draghi e fenici, vasi tripodi e fontane di bronzo. All’interno sono conservati il Trono dei Nove Dragoni e pregiati arredi cerimoniali impiegati nelle celebrazioni.
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Tempio Chanfu (Chien‑fu Szu), situato nell’area settentrionale del Parco Beihai, è rinomato per la sua eleganza, soprattutto in primavera, quando la fioritura dei peschi crea un paesaggio particolarmente suggestivo. Considerato uno dei complessi più sfarzosi del parco, presenta monumentali portali in marmo, tetti rivestiti di tegole in porcellana e pareti finemente decorate. Il tempio si trova sull’Isola dei Fiori di Giada (Qionghua), l’isolotto centrale del grande lago del Parco Beihai, noto per la caratteristica Pagoda Bianca (Baita), costruita nel 1651 in stile tibetano. Il parco, uno dei più antichi giardini imperiali di Pechino, ha origini risalenti al 938, sotto la dinastia Liao, ed è stato aperto al pubblico solo nel 1925. La sua conformazione segue il modello tradizionale cinese del “lago e tre colline”, ispirato alla leggenda delle isole mistiche di Penglai, terre di pace ed immortalità secondo la mitologia taoista.
mostra dal titolo: Goldoni na slovenskem odru. Sur la scène slovéne, Mestna galerija Piran (Galleria civica di Pirano), Pirano, Jugoslavia, 1972
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Tempio Chanfu (Chien‑fu Szu), situato nell’area settentrionale del Parco Beihai, è rinomato per la sua eleganza, soprattutto in primavera, quando la fioritura dei peschi crea un paesaggio particolarmente suggestivo. Considerato uno dei complessi più sfarzosi del parco, presenta monumentali portali in marmo, tetti rivestiti di tegole in porcellana e pareti finemente decorate. Il tempio si trova sull’Isola dei Fiori di Giada (Qionghua), l’isolotto centrale del grande lago del Parco Beihai, noto per la caratteristica Pagoda Bianca (Baita), costruita nel 1651 in stile tibetano. Il parco, uno dei più antichi giardini imperiali di Pechino, ha origini risalenti al 938, sotto la dinastia Liao, ed è stato aperto al pubblico solo nel 1925. La sua conformazione segue il modello tradizionale cinese del “lago e tre colline”, ispirato alla leggenda delle isole mistiche di Penglai, terre di pace ed immortalità secondo la mitologia taoista.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta laterale della Lunga Galleria (Long Corridor) del Palazzo d’Estate, struttura coperta che si sviluppa lungo la riva del Lago Kunming. Il percorso è caratterizzato da una sequenza regolare di pilastri lignei e da una balaustra decorativa continua, con un andamento sinuoso che accentua la profondità della colonnata; sul lato sinistro si intravede il giardino alberato. La Lunga Galleria, costruita tra il 1749 e il 1750 per volontà dell’imperatore Qianlong e ricostruita nel 1886 dopo le distruzioni del 1860, conduce agli edifici principali ai piedi della collina. È composta da 273 sezioni, corrispondenti agli spazi tra due coppie di colonne, ed era originariamente decorata da circa 1400 dipinti raffiguranti personaggi storici, paesaggi, fiori e uccelli. Ai due estremi si trovano padiglioni ottagonali che simboleggiano le quattro stagioni. A metà percorso si collocano l’arcata Yunhui Yuyu, affacciata sul lago, e la Porta delle Nuvole Disperse.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta frontale della Lunga Galleria (Long Corridor) del Palazzo d’Estate, struttura coperta che si sviluppa lungo la riva del Lago Kunming, ripresa lungo l’asse centrale del percorso coperto. La fotografia evidenzia la forte prospettiva creata dalla sequenza regolare dei pilastri lignei e dal soffitto decorato, che si susseguono in modo ritmico fino al punto di fuga. La Lunga Galleria, costruita tra il 1749 e il 1750 per volontà dell’imperatore Qianlong e ricostruita nel 1886 dopo le distruzioni del 1860, conduce agli edifici principali ai piedi della collina. È composta da 273 sezioni, corrispondenti agli spazi tra due coppie di colonne, ed era originariamente decorata da circa 1400 dipinti raffiguranti personaggi storici, paesaggi, fiori e uccelli. Ai due estremi si trovano padiglioni ottagonali che simboleggiano le quattro stagioni. A metà percorso si collocano l’arcata Yunhui Yuyu, affacciata sul lago, e la Porta delle Nuvole Disperse.
Anonimo
Yanzhou, Shandong, Cina. Veduta del ponte in pietra sul fiume Si (Szu River). La fotografia ritrae un lungo ponte ad arcate multiple che attraversa il corso del fiume, composto da una sequenza regolare di arcate in muratura, riflettute nella superficie calma dell’acqua. In primo piano, sulla riva sinistra, un piccolo gruppo di persone si trova accanto a una barca tirata a riva, mentre un albero dalle ampie fronde incornicia la scena dall’alto. Sullo sfondo, oltre il ponte, si distingue una linea di vegetazione fitta che definisce la riva opposta. L’immagine mette in risalto sia la monumentale architettura del ponte sia la vita quotidiana lungo il fiume.
Anonimo
Cina. Il Il Grande Ponte di Pietra sul fiume Feng (Fenghe Dashan-qiao) è un'imponente struttura di oltre 100 metri che attraversa il fiume Feng, lungo l'antica strada imperiale tra Xianyang (Shienyang) e Xi'an (Sian), nello Shaanxi. Caratterizzato da una carreggiata priva di parapetti, poggia su una fitta schiera di pilastri in pietra con rare fondamenta circolari, progettate per resistere alle forti piene. Consolidato nelle sue forme attuali tra le dinastie Ming e Qing, rappresenta un rarissimo esempio di architettura antica: differenza dei comuni ponti in legno o su chiatte, la sua struttura interamente in pietra garantiva stabilità militare e civile. La sua posizione era strategica, collegando l'antica capitale della dinastia Qin con il cuore delle dinastie Han e Tang. Nell'immagine, un edificio tradizionale sullo sfondo segna il confine tra il paesaggio naturale e l'area urbana.
Anonimo
Hohhot, Cina. Una delle cinque torri sommitali del Tempio Wuta Si di Hohhot, anticamente nota come Kweihua nella provincia di Suiyuan. Esemplare monumentale di architettura buddista della dinastia Qing, completato nel 1732, la struttura si distingue per lo stile a "Trono di Diamante" (Vajrasana), caratterizzato da un imponente basamento rettangolare alto circa 16 metri che sostiene cinque pagode quadrate minori. Ogni livello della singola torre è interamente rivestito da una fitta trama di bassorilievi in mattoni smaltati raffiguranti il Buddha in meditazione, disposti in nicchie regolari. Alla base della torre sono scolpite figure più ampie di divinità protettrici (Dharmapala) e Bodhisattva. Il monumento è celebre per la presenza di una mappa cosmologica mongola incisa sulla parete posteriore del basamento, un reperto astronomico unico che riporta le costellazioni con iscrizioni in mongolo antico. L'opera integra inoltre elementi decorativi e testi sacri in sanscrito e tibetano.
Anonimo
Hohhot, Cina. Pagoda Bianca, splendido esemplare di architettura buddista tibetana (Chorten), nel complesso del Tempio delle Cinque Pagode (Wuta Si) a Hohhot, nella storica provincia di Suiyuan. La struttura poggia su un alto basamento quadrangolare decorato con raffinati bassorilievi di figure divine e simboli sacri. Il corpo centrale a forma di campana presenta una nicchia anteriore che custodisce un'immagine del Grande Buddha. Una caratteristica di eccezionale valore documentario è la presenza di testi sacri buddisti incisi in caratteri mongoli che rivestono le pareti del monumento. La sommità è coronata da un'alta guglia a anelli (chatra) che culmina con i simboli del sole e della luna, rappresentando il percorso simbolico verso il risveglio spirituale. Il monumento testimonia l'importanza di Hohhot, precedentemente nota come Kweihua, come centro spirituale e culturale dove la tradizione mongola e quella buddista tibetana si fondevano armoniosamente durante la dinastia Qing.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta laterale del Pailou, arco trionfale e portale celebrativo situato nel Parco Beihai a Pechino. Sovrasta il viale principale che conduce al ponte Yung An Tsz (Ponte della Pace Eterna), fungendo da solenne ingresso scenografico verso l'isola di Qionghua o Isola dei Fiori di Giada, cuore pulsante del parco. La struttura, di imponenti dimensioni, poggia su solide fondamenta in marmo bianco e si distingue per la complessa carpenteria in legno tipica dello stile imperiale. Il tetto è rivestito con le caratteristiche tegole smaltate che ne definiscono il prestigio gerarchico. Le parti lignee sono riccamente decorate con pitture a volute e motivi ornamentali, mentre i pilastri principali sono sostenuti lateralmente da travi di rinforzo oblique per garantirne la stabilità nel tempo. In primo piano, si nota un leone guardiano in pietra posto a protezione del varco, elemento simbolico fondamentale per scacciare gli spiriti maligni e proteggere l'area sacra o imperiale.
Anonimo
Yinchua, Cina. Veduta frontale del Pailou (portale celebrativo) lungo la via principale di Ninghsia (l'odierna Yinchuan), nota come città chiave ai margini del deserto. La struttura rappresenta un capolavoro della carpenteria lignea cinese, caratterizzata da un sistema di tetti a più livelli estremamente complesso. Nell'architettura del tetto, le cornici a incastro (dougong) sostengono ampie falde ricurve decorate con tegole smaltate e piccole campane appese agli angoli (fenglian), destinate a suonare con il vento. La parte centrale del portale presenta pannelli finemente intagliati con motivi floreali e iscrizioni onorifiche, mentre la base è protetta da strutture in muratura per resistere alle rigide condizioni climatiche della regione. Il monumento fungeva da arco trionfale e segnava il passaggio scenografico attraverso il il centro cittadino, integrando lo stile imperiale con le tradizioni costruttive locali delle zone di confine del nord-ovest della Cina.
<<
<
|
...
|
351
|
352
|
353
|
354
|
355
|
356
|
357
|
358
|
359
|
360
|
...
|
>
>>
LEGENDA SIMBOLI
Fotografie
Video