Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE
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Anonimo
Yinchua, Cina. Veduta frontale del Pailou (portale celebrativo) lungo la via principale di Ninghsia (l'odierna Yinchuan), nota come città chiave ai margini del deserto. La struttura rappresenta un capolavoro della carpenteria lignea cinese, caratterizzata da un sistema di tetti a più livelli estremamente complesso. Nell'architettura del tetto, le cornici a incastro (dougong) sostengono ampie falde ricurve decorate con tegole smaltate e piccole campane appese agli angoli (fenglian), destinate a suonare con il vento. La parte centrale del portale presenta pannelli finemente intagliati con motivi floreali e iscrizioni onorifiche, mentre la base è protetta da strutture in muratura per resistere alle rigide condizioni climatiche della regione. Il monumento fungeva da arco trionfale e segnava il passaggio scenografico attraverso il il centro cittadino, integrando lo stile imperiale con le tradizioni costruttive locali delle zone di confine del nord-ovest della Cina.
Anonimo
Shandong, Cina. Veduta del Tempio di Bixia (Pi-hsia-kung), situato sulla cima del Monte Tai. Il santuario fu costruito originariamente nel 1009 d.C., durante la dinastia Song settentrionale, ed è dedicato a Bixia Yuanjun, la “Dea delle Nuvole Azzurre” o “Dea del Monte Tai”. Considerato il tempio originario di tutti i luoghi di culto dedicati a questa divinità, è uno dei più importanti centri del Taoismo, in particolare della scuola Quanzhen, oltre a essere il più vasto complesso architettonico presente sulla vetta del Monte Tai, a circa 1.480 metri di altitudine. Il complesso si estende per circa 3.900 m² e comprende 12 edifici principali, disposti lungo un asse cerimoniale che riflette la tradizione architettonica cinese. Il Monte Tai è una delle montagne più simboliche della cultura cinese. Dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1987, è stato per oltre 3.000 anni meta di pellegrinaggi da parte di imperatori, poeti e studiosi, che vi salivano per cercare ispirazione spirituale
Anonimo
Pechino, Cina. Palazzo d’Estate, Padiglioni dei Sutra Girevoli (Zhuanlunzang). Situato sul versante anteriore della Collina della Longevità, questo gruppo di edifici è una parte fondamentale dell'asse centrale del Palazzo d'Estate. Si trova proprio accanto alla celebre Torre della Fragranza del Buddha. I due padiglioni laterali a due piani ospitano ciascuno un enorme armadio ligneo rotante. Questi meccanismi venivano usati per conservare i sutra, ovvero i testi sacri del buddismo. L'idea era che far ruotare l'intero archivio equivalesse, dal punto di vista del merito religioso, a leggere tutti i testi contenuti al suo interno. Questo permetteva anche a chi non sapeva leggere di compiere un atto di devozione completo. Il complesso presenta tetti in tegole di colore giallo (simbolo imperiale) con bordi verdi. Al centro, tra i padiglioni, si trova un'imponente stele di pietra alta quasi 10 metri, con iscrizioni dell'Imperatore Qianlong che descrivono la creazione del Lago Kunming.
Anonimo
Yinchuan, Cina. Pagoda del Tempio Chengtian, popolarmente conosciuta come la Pagoda Occidentale (Xita), situata nella regione del Ningxia. Fu costruita originariamente nel 1050 d.C. durante la dinastia Xia Occidentale e voluta dall'imperatrice vedova Mozang per invocare protezione per il figlio, l'imperatore Huizong. La pagoda originale fu rasa al suolo da un violento terremoto nel 1739 e ricostruita nel 1820, durante la dinastia Qing, che ha mantenuto fedelmente lo stile architettonico originale. Presenta una forma ottagonale in mattoni, alta circa 64,5 metri, con 11 piani e una cima a forma di pesca in mattoni smaltati verdi. A differenza di molte pagode cinesi con tetti curvi e sporgenti su ogni piano, la Pagoda Occidentale ha cornicioni molto sottili, il che le conferisce un aspetto slanciato e monolitico. Cava all'interno, ospita una scala a chiocciola in legno. La Pagoda Occidentale ha una celebre 'gemella' a Yinchuan, la Pagoda Haibao, che svetta sul lato opposto della città.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta dei Cinque Padiglioni del Dragone (Wulong Ting). Situati nel suggestivo Parco Beihai e costruiti originariamente nel 1602 durante la dinastia Ming, i Cinque Padiglioni del Dragone sono eleganti strutture quadrate che sembrano galleggiare sull'acqua. Collegati tra loro e alla riva da una serie di pontili in pietra e legno disposti a zig-zag, i padiglioni creano un'estetica dinamica: osservati da lontano, le loro guglie appuntite e le grondaie affusolate evocano l'immagine di un drago che guizza tra le onde. Un tempo tra i principali luoghi di svago per gli imperatori e le loro consorti, il complesso ha il suo cuore nel padiglione centrale, chiamato Longze, che era anticamente riservato all'uso esclusivo del sovrano.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Padiglione della Longevità a Doppio Anello, che si trova nel settore nord-ovest del Parco del Tempio del Cielo a Pechino, e possiede una pianta a forma di "otto". Costruito nel 1741 dall'imperatore Qianlong come omaggio per il cinquantesimo compleanno della madre, l'edificio fonde due strutture circolari che insieme richiamano la sagoma di una pesca, simbolo universale di immortalità nella cultura cinese. Caratterizzato da colonne in legno rosso e un doppio tetto conico rivestito di tegole azzurre, il padiglione sorgeva originariamente nei giardini imperiali di Zhongnanhai, ma fu smontato e trasferito nella sua sede attuale tra il 1975 e il 1977 per permetterne la conservazione e la pubblica fruizione. All'interno, i soffitti a cassettoni sono decorati con motivi policromi che convergono verso il centro di ogni cupola. Oltre a essere un luogo di riposo, la struttura simboleggia l'armonia tra cielo e terra attraverso la perfezione dei suoi cerchi.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta di una sezione del Palazzo d'Estate di Pechino, focalizzata su un padiglione a ponte che si affaccia sul lago Kunming. La struttura poggia su massicci pilastri in pietra che emergono dall'acqua. Spiccano le scalinate laterali in marmo bianco. All'inizio della rampa del ponte sono collocate due sculture di leoni in pietra (Shi), simboli di protezione che custodivano simbolicamente l'accesso agli spazi privati dell'Imperatrice. Si tratta di una struttura "aperta", ovvero priva di pareti perimetrali, progettata per favorire la ventilazione naturale e offrire una vista panoramica ininterrotta sul paesaggio circostante. Sotto la linea del tetto si notano i complessi sistemi di incastro in legno chiamati dougong, che servono a trasferire il peso del tetto alle colonne, permettendo ampie sporgenze ornamentali. Sullo sfondo, a destra, è visibile un Pailou, un portale monumentale decorato che segna l'ingresso solenne a un'area sacra o imperiale del giardino.
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