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| Soggetto: |
Cina, Mongolia Interna. Veduta di un Tempio Lamaista, una struttura monumentale definita, nel testo originale impresso topograficamente sulla maschera, come una "deliziosa composizione di linee rette" per il suo rigore geometrico quasi modernista. La facciata è caratterizzata dal contrasto tra le bianche mura della base e la fascia superiore scura, impreziosita da ornamenti in bronzo che brillano intensamente alla luce. L'ampio portico in legno intagliato e i pinnacoli sacri sul tetto testimoniano la fusione tra lo stile tibetano e quello cinese, dando vita a un edificio massiccio tipico dei grandi complessi monastici di questa regione.
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| Oggetto: |
positivo - fotografie |
| Materia e tecnica: |
Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 145 x 200 |
| Data e luogo ripresa: |
Cina |
| Sede museale: |
Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani |
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| Autore: |
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| Soggetto: |
Zhongwei, Cina. Veduta della Torre del Tamburo, situata nella regione autonoma del Ningxia, è un edificio monumentale che funge da fulcro tra le strade principali, segnando il centro dell'abitato storico. Il suo sistema a triplo tetto sovrapposto è una caratteristica architettonica di grande pregio e raramente riscontrabile nelle regioni situate al di fuori della Grande Muraglia. La sua pianta a croce genera dodici angoli rialzati per ogni livello, per un totale di trentasei punte che, incurvate verso l’alto, conferiscono alla struttura una verticalità slanciata e un aspetto maestoso. La torre poggia su un imponente basamento quadrangolare in mattoni, alto circa 7 metri, che funge da piattaforma portante. Al centro del basamento si apre un sistema di quattro archi incrociati, un passaggio monumentale che consente il transito in ogni direzione, integrando l'edificio nel tessuto urbano. Originariamente, la torre ospitava un grande tamburo utilizzato per scandire le ore della giornata. |
| Oggetto: |
positivo - fotografie |
| Materia e tecnica: |
Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 200 x 145 |
| Data e luogo ripresa: |
Cina, Zhongwei |
| Sede museale: |
Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani |
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| Autore: |
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| Soggetto: |
Lanzhou, Cina. Veduta del Wenyuan Ge (Padiglione della Profondità Letteraria), un imponente centro di studi e conservazione che dominava il complesso templare a sud della città. Anticamente chiamata "Jincheng" (Città Dorata) per la sua ricchezza e importanza strategica, Lanzhou è stata per millenni uno snodo vitale della Via della Seta. In questo contesto, il padiglione svolgeva una duplice funzione: fungeva da biblioteca imperiale per la custodia di preziosi testi classici e da luogo di elevazione spirituale, come evidenziato dal simbolo dello Yin e Yang posto sopra il portale d'ingresso. L'edificio si distingue per i suoi tre livelli di tetti sovrapposti con angoli rialzati. Grazie alla sua posizione sopraelevata, l'ultimo piano offriva una vista dominante sulla valle circostante, permettendo di contemplare in lontananza il corso del Fiume Giallo. Il raffinato muro di cinta in mattoni, caratterizzato da decorazioni a traforo, completa il complesso. |
| Oggetto: |
positivo - fotografie |
| Materia e tecnica: |
Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 200 x 145 |
| Data e luogo ripresa: |
Cina, Lanzhou |
| Sede museale: |
Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani |
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| Autore: |
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| Soggetto: |
Pechino, Cina. Veduta del Grande Arco di Marmo, l'imponente portale d'accesso alla Via Sacra che conduce alle Tombe della dinastia Ming. Costruito interamente in marmo bianco nel 1540, l'arco è una struttura monumentale a cinque portici e sei pilastri, caratterizzato da tre livelli di tetti sovrapposti con angoli rialzati e un muro di cinta con decorazioni a traforo, esempio di architettura Paifang. I pilastri, incastrati senza leganti, a testimonianza della maestria ingegneristica dell'epoca Ming, poggiano su "pietre a morsetto" istoriate con draghi, leoni e Qilin a guardia del varco.Secondo il rigido protocollo imperiale, il portale centrale era riservato esclusivamente al passaggio del feretro dell'imperatore durante il funerale. Situato all'imboccatura di una valle protetta su tre lati dalle montagne, funge da preludio alla Via Sacra, che segue un percorso volutamente curvo per "ingannare" gli spiriti maligni, che secondo la tradizione potevano muoversi solo in linea retta. |
| Oggetto: |
positivo - fotografie |
| Materia e tecnica: |
Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 145 x 200 |
| Data e luogo ripresa: |
Cina, Pechino |
| Sede museale: |
Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani |
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| Autore: |
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| Soggetto: |
Pechino, Cina. Veduta del corridoio di Yingtai a Zhongnanhai (Chen-Nan-Hai). L'antico giardino imperiale, situato a ovest della Città Proibita, è oggi il cuore pulsante del potere politico cinese, fungendo da sede centrale del Partito Comunista Cinese e del Governo. L'immagine illustra i canoni dell'estetica classica dei giardini cinesi, dove l'andamento sinuoso del sentiero e la curva del muro bianco evitano la linea retta, considerata priva di spirito vitale. Il muro è impreziosito da finestre ornamentali a grata che permettono scorci del paesaggio secondo il principio del jiejing (paesaggio in prestito). Storicamente, l'area di Yingtai (l'Isola dell'Oceano) qui ritratta è nota per essere stata la "prigione dorata" dell'Imperatore Guangxu, confinato tra questi padiglioni dall'Imperatrice Vedova Cixi dopo il fallimento della Riforma dei Cento Giorni nel 1898. |
| Oggetto: |
positivo - fotografie |
| Materia e tecnica: |
Gelatina ai sali d'argento/ carta, mm 145 x 200 |
| Data e luogo ripresa: |
Cina, Pechino |
| Sede museale: |
Palazzo Pesaro Orfei - Musei Civici Veneziani |
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