Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE
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Fotoriproduzione di un dipinto storico sulla battaglia di Metelino, una delle campagne militari della Repubblica di Venezia (la Serenissima) condotte dal veneziano Daniele Girolamo Dolfin (1656-1729), politico e militare italiano. Il soggetto è lo scontro navale nelle acque di Mitilene nel settembre del 1690. Guerra di Morea contro il popolo Turco e Ottomano; nemico. Schieramento. Imbarcazioni: galee, galeazze, vascelli a vela, fregata. Panoramica, paesaggio, montagna, mare.
Fotoriproduzione di un dipinto storico sulla battaglia di Metelino, una delle campagne militari della Repubblica di Venezia (la Serenissima) condotte dal veneziano Daniele Girolamo Dolfin (1656-1729), politico e militare italiano. Il soggetto è lo scontro navale nelle acque di Mitilene nel settembre del 1690. Guerra di Morea contro il popolo Turco e Ottomano; nemico. Schieramento. Imbarcazioni: galee, galeazze, vascelli a vela, fregata. Panoramica, paesaggio, montagna, mare.
Fotoriproduzione di un dipinto storico che raffigura la Battaglia di Lepanto, uno dei conflitti navali più significativi della storia, avvenuto il 7 ottobre 1571. Il soggetto pittorico è il momento dello scontro, che vede contrapposte la flotta cristiana della Lega Santa (composta principalmente da Venezia, Spagna e Stato Pontificio) e quella musulmana dell'Impero Ottomano. In alto a sinistra è visibile una rappresentazione divina (spesso identificata con la Madonna del Rosario o Cristo tra i santi) che interviene a favore della flotta cristiana; elementi allegorici. Guerra di Cipro contro il popolo Turco, nemico; vittoria veneziana. Schieramento. Decorazioni: all’interno della scena sono inserite numerose bandiere ad identificare i diversi poteri coinvolti. Imbarcazioni: galee, galeazze, vascelli a vela, fregata. Panoramica, mare.
Fotoriproduzione di una miniatura, appartenente alla scuola veneziana, che raffigura un modello di imbarcazione della classe Leon Trionfante, risalente alla fine del XVIII secolo. L’illustrazione rappresenta la geometria strutturale di un vascello di linea da 74 cannoni della Marina veneziana: nave “Nettuno” (come indicato dalla scritta in calce), caratterizzata dalla polena a prua che raffigura il dio Nettuno (o Poseidone) con il tridente, simbolo del potere marittimo della Serenissima. Ingegneria navale. Decorazioni: a poppa la bandiera rossa con la croce bianca, distintiva della flotta veneziana. Disegno. Acquerello.
Venezia. Dettaglio di un’illustrazione ad acquerello che compone la celebre opera di Jan Grevenbroch (1731-1807) intitolata “Gli abiti de' Veneziani di quasi ogni età, con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII”: testimonianza della vita quotidiana, dei mestieri e dei costumi della Serenissima; varietà culturale e di classe sociale. Il disegno rappresenta un banchiere al suo banco mentre maneggia monete con dietro un armadio aperto contenente sacchi di denaro. Persona, mestiere.
Venezia. Ingegneria navale. Veduta composta da tre fotografie unite tra loro che formano un’immagine orizzontale (simil panoramica) di un progetto tecnico di una nave di primo rango del XVIII secolo; fregata veneziana. Il disegno mostra una vista dettagliata della struttura in sezioni trasversali, longitudinali e spaccati, accompagnata da dati tecnici. Elementi visibili: struttura esterna ed ossatura interna con la suddivisione dei piani e la gestione degli spazi. Marina, imbarcazione, nave da guerra. Illustrazione.
Fotoriproduzione della carta nautica Portolano 6 di Giorgio Sideri, detto Calapodà: mappa del mondo nel 1550 che mescola la tecnica della cartografia nautica (linee di rombo e ‘Rose dei Venti’) con i dettagli descrittivi e illustrativi delle terre sommerse, tipici della corografia. L’opera è un esempio magistrale di cartografia rinascimentale perché riflette l'impero mercantile di Venezia nel XVI secolo e la conseguente alta richiesta di talentuosi cartografi per navigare nei mari del mondo. Navigazione, percorso. Disegno ad acquerello su foglio di pergamena.
Fotoriproduzione di una carta di navigazione, chiamata "portolana", del Mar Mediterraneo, Mar Nero, Mar d’Azov e di una parte delle coste europee e nordafricane. Mappa usata per rappresentare graficamente i confini tra mare e costa: rotte di bussola e indicazioni che riportano accuratamente porti, baie, isolotti e litorali. Cartografia medievale caratterizzata da una fitta rete di linee di rombo (linee di direzione) che si originano da una o più ‘Rose dei Venti’. Decorazioni: figure religiose, simboli mitologici e strutture architettoniche. Percorso. Disegno ad acquerello su foglio di pergamena.
Fotoriproduzione di un planisfero realizzato nel 1544 dal cartografo genovese Battista Agnese (ca 1500-1564) attivo a Venezia tra il 1536 e il 1564. L’opera documenta le grandi rotte marittime dell’epoca, in particolare il viaggio di Ferdinando Magellano: primo esploratore e navigatore a circumnavigare il globo, 1519-1522. La mappa ritrae il mondo conosciuto durante il Rinascimento (America, Africa e Asia), con le conoscenze derivate dalle recenti scoperte spagnole e portoghesi. Decorazioni: figure mitologiche (dodici putti) circondano il globo. Disegno su foglio di pergamena. Percorso.
Fotoriproduzione di una carta di navigazione, chiamata "portolana", del Mar Adriatico e delle zone costiere circostanti (Italia, Croazia e Balcani). Mappa usata per rappresentare graficamente i confini tra mare e costa: rotte di bussola e indicazioni che riportano accuratamente porti, baie, isolotti e litorali. Cartografia medievale caratterizzata da una fitta rete di linee di rombo (linee di direzione) che si originano da una o più ‘Rose dei Venti’. Decorazioni: cartigli ornamentali che incorniciano i titoli o le scale grafiche. Percorso. Disegno ad acquerello su foglio di pergamena.
Fotoriproduzione di una carta nautica delle coste dell’Asia orientale e del sud-est asiatico realizzata dal celebre Battista Agnese (ca 1500-1564), un cartografo genovese attivo a Venezia tra il 1536 e il 1564. Mappa usata per rappresentare graficamente i confini tra mare e costa con una destinazione incentrata più all’acquisto da parte di persone illustri che all’uso marittimo. Decorazioni: bandiere e città fortificate lungo le coste, tipiche all'epoca per indicare sovranità e porti principali. Cartografia medievale. Disegno.
Fotoriproduzione di una miniatura del cosmo e del Calendario Zodiacale che compone un più ampio “Atlante del Mondo in 33 mappe” datato 1553 e realizzato dal celebre Battista Agnese (ca 1500-1564), cartografo genovese attivo a Venezia tra il 1536 e il 1564. L’illustrazione è organizzata in cerchi concentrici che riflettono la concezione cosmologica dell'epoca e sono: al centro la Terra, circondata dalle sfere degli elementi (Mappa Mundi); l’Anello dei Mesi che riporta i nomi dei dodici mesi in latino; l'Anello dello Zodiaco che raffigura i dodici segni zodiacali con illustrazioni colorate e nomi in latini; i cerchi più esterni (Scale Graduate) servono per le misurazioni astronomiche e per collegare la posizione del sole ai segni zodiacali. Astronomia.
Venezia. Dettaglio di un’illustrazione ad acquerello che compone la celebre opera di Jan Grevenbroch intitolata “Gli abiti de' Veneziani di quasi ogni età, con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII”: testimonianza della vita quotidiana, dei mestieri e dei costumi della Serenissima; varietà culturale. Il disegno ritrae un mercante veneziano del XVI secolo, vestito con abbigliamento tipico dell’alta borghesia della Venezia rinascimentale: lunga veste cerimoniale nera, simbolo di status e decoro, con maniche rosse ampie e decorate; berretto scuro bordato di pelliccia, comune tra i notabili veneziani. L'uomo è raffigurato di profilo mentre compie un gesto con la mano, suggerendo una conversazione o una trattativa d'affari. Persona.
Venezia. Dettaglio di un’illustrazione ad acquerello che compone la celebre opera di Jan Grevenbroch intitolata “Gli abiti de' Veneziani di quasi ogni età, con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII”: testimonianza della vita quotidiana, dei mestieri e dei costumi della Serenissima; varietà culturale. Il disegno ritrae un nobile veneziano del XVI secolo, vestito con abbigliamento tipico dell’alta borghesia della Venezia rinascimentale: giacca rossa aderente con bottoni centrali, abbinata a brache a sbuffo (pantaloni corti e gonfi) blu con decorazioni dorate; sopra un ampio mantello marrone con una balza sulla spalla, un capo comune nella moda nobiliare e borghese del periodo; un colletto increspato bianco (lattuga) molto in voga nel tardo '500; cappello scuro con tesa e piume; scarpe basse decorate con fiocchi rossi. In mano tiene un piccolo foglio, probabilmente una lettera o un contratto, a sottolineare la sua professione legata al commercio e alla scrittura. Persona.
Venezia. Dettaglio di un’illustrazione ad acquerello che compone la celebre opera di Jan Grevenbroch intitolata “Gli abiti de' Veneziani di quasi ogni età, con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII”: testimonianza della vita quotidiana, dei mestieri e dei costumi della Serenissima; varietà culturale. Il disegno ritrae un ecclesiastico di San Giorgio in Alga, un ordine religioso fondato a Venezia nel XIV secolo e fondamentale per la riforma della Chiesa veneziana del periodo. Soggetto indossa una toga lunga e scura aperta sul davanti; berretto piatto; scarpe di pelle scura a punta arrotondata. L'uomo è raffigurato di profilo, in una posa che suggerisce movimento o l'atto di camminare. Persona. Religione.
Venezia. Dettaglio di un’illustrazione ad acquerello che compone la celebre opera di Jan Grevenbroch intitolata “Gli abiti de' Veneziani di quasi ogni età, con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII”: testimonianza della vita quotidiana, dei mestieri e dei costumi della Serenissima; varietà culturale. Il disegno ritrae David Lezzato Caddavano, una figura spesso associata alla comunità ebraica veneziana, dove all'epoca vi risiedevano numerosi mercanti impegnati nel commercio locale e internazionale; mercante veneziano del XVI secolo. Soggetto indossa una tunica scura con una corta gonna a pieghe; calze aderenti; un caratteristico cappello a tesa larga rosso e marrone; un colletto a fasce bianco (lattuga). L’uomo è raffigurato mentre indica con la mano, ad evocare il dinamismo degli scambi commerciali. In basso a sinistra una cesta di vimini contenente piatti e utensili da cucina: simbolo dell’attività commerciale. Persona.
Venezia. Dettaglio di un’illustrazione ad acquerello che compone la celebre opera di Jan Grevenbroch intitolata “Gli abiti de' Veneziani di quasi ogni età, con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII”: testimonianza della vita quotidiana, dei mestieri e dei costumi della Serenissima; varietà culturale. Il disegno ritrae un mercante armeno del XVI secolo, vestito con abbigliamento tipico dell’ambito mercantile della Venezia rinascimentale: lunga tunica azzurra, stretta in vita da una cintura decorata; sopra un ampio mantello rosso con interno giallo che denota lo status e la provenienza del mercante; cappello di pelliccia o panno voluminoso, spesso associato alle comunità mercantili orientali attive in laguna. Persona.
Venezia. Dettaglio di un’illustrazione ad acquerello che compone la celebre opera di Jan Grevenbroch intitolata “Gli abiti de' Veneziani di quasi ogni età, con diligenza raccolti e dipinti nel secolo XVIII”: testimonianza della vita quotidiana, dei mestieri e dei costumi della Serenissima; varietà culturale. Il disegno ritrae un patrizio veneziano del XVI secolo, vestito con abbigliamento formale della classe dirigente della Venezia rinascimentale: lunga veste scura; un mantello rosso foderato che aggiunge un tocco di colore e prestigio; due ampie maniche rosse, decorate con strisce orizzontali dorate; un colletto increspato bianco (lattuga); un berretto scuro a forma di calotta. L’uomo tiene in mano un paio di guanti bianchi e una pergamena arrotolata: simboli del suo rango elevato e del suo coinvolgimento negli affari pubblici della Repubblica.
Fotoriproduzione di due celebri vedute storiche di Venezia realizzate da due cartografi, tra il XVII e il XVIII secolo. In alto veduta prospettica a volo d'uccello della “Venetia” attribuita a Johann Friedrich Probst (1721-1781) e pubblicata intorno al 1750: incisione ritrae la città dal lato della Giudecca e include una dettagliata legenda numerata in calce dei luoghi più rilevanti presenti sulla stessa. Mentre in basso una parte della veduta aerea di Venezia arricchita da un elaborato fregio decorativo con stemmi, tipica della produzione di Vincenzo Coronelli (1650-1718): poliedrico frate francescano che disegnò il mondo per la Serenissima e fondò l’Accademia degli Argonauti, la più antica società geografica del mondo. Cartografica topografica e storica. Disegno.
Fotoriproduzione di una parte del documento cartografico di Gian Battista Arzenti, importante testimonianza delle trasformazioni urbanistiche di Venezia nel corso del XVII secolo. Tra gli elementi principali si possono distinguere: l'Area Marciana con la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale e il Campanile; i granai di Terranova e la chiesa di San Geminiano, edifici demoliti per la costruzione dell'Ala Napoleonica durante l'occupazione francese; il bacino di San Marco animato da numerose imbarcazioni dell'epoca tra cui una grande galea, simbolo della potenza marittima della Serenissima. Disegno.
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