Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE
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Anonimo
Zhongwei, Cina. Veduta della Torre del Tamburo, situata nella regione autonoma del Ningxia, è un edificio monumentale che funge da fulcro tra le strade principali, segnando il centro dell'abitato storico. Il suo sistema a triplo tetto sovrapposto è una caratteristica architettonica di grande pregio e raramente riscontrabile nelle regioni situate al di fuori della Grande Muraglia. La sua pianta a croce genera dodici angoli rialzati per ogni livello, per un totale di trentasei punte che, incurvate verso l’alto, conferiscono alla struttura una verticalità slanciata e un aspetto maestoso. La torre poggia su un imponente basamento quadrangolare in mattoni, alto circa 7 metri, che funge da piattaforma portante. Al centro del basamento si apre un sistema di quattro archi incrociati, un passaggio monumentale che consente il transito in ogni direzione, integrando l'edificio nel tessuto urbano. Originariamente, la torre ospitava un grande tamburo utilizzato per scandire le ore della giornata.
Anonimo
Lanzhou, Cina. Veduta del Wenyuan Ge (Padiglione della Profondità Letteraria), un imponente centro di studi e conservazione che dominava il complesso templare a sud della città. Anticamente chiamata "Jincheng" (Città Dorata) per la sua ricchezza e importanza strategica, Lanzhou è stata per millenni uno snodo vitale della Via della Seta. In questo contesto, il padiglione svolgeva una duplice funzione: fungeva da biblioteca imperiale per la custodia di preziosi testi classici e da luogo di elevazione spirituale, come evidenziato dal simbolo dello Yin e Yang posto sopra il portale d'ingresso. L'edificio si distingue per i suoi tre livelli di tetti sovrapposti con angoli rialzati. Grazie alla sua posizione sopraelevata, l'ultimo piano offriva una vista dominante sulla valle circostante, permettendo di contemplare in lontananza il corso del Fiume Giallo. Il raffinato muro di cinta in mattoni, caratterizzato da decorazioni a traforo, completa il complesso.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Grande Arco di Marmo, l'imponente portale d'accesso alla Via Sacra che conduce alle Tombe della dinastia Ming. Costruito interamente in marmo bianco nel 1540, l'arco è una struttura monumentale a cinque portici e sei pilastri, caratterizzato da tre livelli di tetti sovrapposti con angoli rialzati e un muro di cinta con decorazioni a traforo, esempio di architettura Paifang. I pilastri, incastrati senza leganti, a testimonianza della maestria ingegneristica dell'epoca Ming, poggiano su "pietre a morsetto" istoriate con draghi, leoni e Qilin a guardia del varco.Secondo il rigido protocollo imperiale, il portale centrale era riservato esclusivamente al passaggio del feretro dell'imperatore durante il funerale. Situato all'imboccatura di una valle protetta su tre lati dalle montagne, funge da preludio alla Via Sacra, che segue un percorso volutamente curvo per "ingannare" gli spiriti maligni, che secondo la tradizione potevano muoversi solo in linea retta.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del corridoio di Yingtai a Zhongnanhai (Chen-Nan-Hai). L'antico giardino imperiale, situato a ovest della Città Proibita, è oggi il cuore pulsante del potere politico cinese, fungendo da sede centrale del Partito Comunista Cinese e del Governo. L'immagine illustra i canoni dell'estetica classica dei giardini cinesi, dove l'andamento sinuoso del sentiero e la curva del muro bianco evitano la linea retta, considerata priva di spirito vitale. Il muro è impreziosito da finestre ornamentali a grata che permettono scorci del paesaggio secondo il principio del jiejing (paesaggio in prestito). Storicamente, l'area di Yingtai (l'Isola dell'Oceano) qui ritratta è nota per essere stata la "prigione dorata" dell'Imperatore Guangxu, confinato tra questi padiglioni dall'Imperatrice Vedova Cixi dopo il fallimento della Riforma dei Cento Giorni nel 1898.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Foxiang Ge (Torre della Fragranza del Buddha), situato sulla Collina della Longevità all'interno del Palazzo d'Estate. È una torre ottagonale alta 41 metri, retta da otto imponenti pilastri in legno che poggiano su un massiccio basamento in pietra. La struttura si distingue per i suoi tre livelli di tetti sovrapposti con angoli rialzati e tegole gialle smaltate, tipiche dell'architettura imperiale. Il muro di cinta bianco alla base, caratterizzato da finestre ornamentali a traforo dalle diverse forme geometriche, completa il complesso. Originariamente concepito come una pagoda di nove piani, l'edificio fu parzialmente distrutto da un incendio durante la Rivolta dei Boxer e ricostruito nella sua forma attuale. Il padiglione fungeva da luogo di devozione imperiale e al suo interno è custodita una statua dorata del Buddha dalle Mille Mani, risalente alla dinastia Ming, alta cinque metri e pesante ben cinque tonnellate.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Parco Beihai (Mare del Nord), antico giardino imperiale della dinastia Qing. La scena è dominata dal Ponte Yong'an, struttura in marmo del 1743 che conduce all'Isola di Qionghua attraverso il portale monumentale Zhaojing. Sullo sfondo svetta la Pagoda Bianca, monumento buddista in stile tibetano alto 36 metri, edificato nel 1651 per la visita del quinto Dalai Lama. L'edificio, in pietra calcarea, presenta una caratteristica forma a campana sormontata da una guglia in bronzo e funge da reliquiario. Il complesso, che riproduce una configurazione mitologica tradizionale, è stato aperto al pubblico nel 1925, conservandosi quasi integro nonostante i forti terremoti del 1679 e del 1976.
Anonimo
Lanzhou, Cina. Veduta del Ponte Woqiao (Il "Ponte Dormiente"). Il ponte è una testimonianza dell'ingegneria tradizionale cinese dei "ponti coperti" o a galleria (langqiao). È caratterizzato da una struttura pesante, lunga oltre 30 metri, con un tetto decorato che proteggeva i passanti dalle intemperie. È un ponte ad arco in legno a campata unica, senza supporti intermedi nel letto del fiume, un design audace per l'epoca. Spostandosi sopra un affluente del Fiume Giallo all'epoca spesso in secca, il ponte collegava rotte commerciali cruciali lungo l'antica Via della Seta. Era chiamato "Il Ponte Dormiente" per la sua forma arcuata e la solidità che sembrava adagiarsi serenamente sul paesaggio arido del Gansu. Ai suoi estremi si possono notare elaborati padiglioni con tetti a pagoda tipici dello stile architettonico della dinastia Qing. Oggi questa specifica struttura in legno non esiste più nella sua forma originale, sostituita nel tempo da dal Ponte di Ferro Zhongshan
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del Ponte dei Diciassette Archi situato nel Palazzo d'Estate. È un ponte in marmo bianco, lungo circa 150 metri, che collega l'isola del lago Kunming alla riva orientale. Il ponte è adornato con 544 leoni di pietra scolpiti in diverse posture lungo le sue balaustre. La costruzione originale del ponte e l'espansione del lago Kunming risalgono alla metà del XVIII secolo (circa 1750), periodo d'oro della dinastia Qing. Come gran parte del Palazzo d'Estate, subì danni durante le invasioni straniere, ma fu successivamente restaurato dall'Imperatrice Vedova Cixi. Il ponte conduce all'isola di Nanhu, che ospita il Tempio del Re Dragone. Anticamente, gli imperatori si recavano in questo tempio per pregare affinché piovesse durante i periodi di siccità, poiché si credeva che il Re Dragone controllasse le acque.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta del cortile interno della Biblioteca Nazionale attraverso il portale d'ingresso. Iniziata alla fine degli anni '20 per dare una sede monumentale alla "Biblioteca della Capitale" (Jingshi Tushuguan), fondata nel 1909, la biblioteca fu costruita dal 1929 al 1931 sul sito di un ex giardino imperiale, parte del complesso del Parco Beihai, e fu progettata dall'architetto danese V. Leth-Møller in collaborazione con architetti cinesi. La sfida era creare un ibrido che rispecchiasse il prestigio dei palazzi imperiali della vicina Città Proibita, ma con un'anima funzionale moderna. Segue rigorosamente i canoni della dinastia Qing, con l'uso di marmo bianco per le balaustre, tetti in tegole smaltate verdi e decorazioni pittoriche policrome sotto le gronde. La biblioteca fu costruita per proteggere pezzi inestimabili che risalgono a migliaia di anni fa: dalle ossa oracolari della dinastia Shang ai manoscritti buddisti di Dunhuang fino ai volumi dell'Enciclopedia Yongle
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