Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE
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Albona (Labin), Croazia. Veduta su Palazzo Franković-Vlačić, casa natale di Mattia Flaccio Illirico, figura di spicco del pensiero europeo del XVI secolo. Teologo, storico e scienziato, fu uno dei sostenitori più prominenti della riforma luterana in Istria. Il palazzo in stile barocco ospita la Collezione memoriale.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Monumento commemorativo con busto ed epigrafe dedicato a Tommaso Luciani (1818–1894), patriota e podestà di Albona, studioso di storia locale e sostenitore dei moti del 1848 e della causa italiana in Istria. Fu archivista presso l’Archivio di Stato di Venezia (Frari), dove pubblicò numerose fonti storiche medievali e moderne.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Epigrafe commemorativa degli Albonesi dedicata al sacerdote Viciani per l’80° compleanno e il 60° anno di sacerdozio.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Veduta della Piazza Tito, prima conosciuta come Piazza Vittorio Emanuele, nel centro storico della città. Sulla destra si distingue l’edificio monumentale del Municipio, riconoscibile per il portico ad archi al piano terra e le grandi finestre dei piani superiori.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Veduta della Piazza del Borgo, oggi Piazza Tito, e del Torrione Veneto nel centro storico della città.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Monumento della Loggia Veneta nel centro storico, sotto la cui arcata un tempo si svolgeva la vita quotidiana della comunità: qui si annunciavano le novità e le sentenze, e i contadini, la domenica e nei giorni di sagra, vi ballavano. Costruita intorno al 1550, la loggia fu destinata negli anni Trenta del Novecento a lapidario. Davanti all’edificio si trova la gogna.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Palazzo barocco Battiala-Lazzarini, ubicato nel centro storico di Albona accanto al Duomo della città. La costruzione ebbe inizio nel 1630 per opera della famiglia Battiala, di origini turco-albanesi, e fu ultimata nel 1727. Dopo il secondo conflitto mondiale il palazzo venne nazionalizzato ed adibito a casa dello studente e successivamente trasformato in abitazione condominiale. Dal 1960 è diventato sede del Museo civico di Albona. L' edificio venne risanato e restaurato dal 1982 al 1994.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Folla radunata in Piazza Vittorio Emanuele, oggi Piazza Tito, con il Torrione sullo sfondo, durante un evento pubblico nel 1919.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Epigrafe commemorativa dedicata ai Giuliani e ai Dalmati caduti per la patria nelle campagne del 1848-1849.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Raduno cittadino per il gioco della tombola presso la Società Operaia di Albona in Piazza Tito, prima conosciuta come Piazza Vittorio Emanuele, nel centro storico della città.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Municipio di Albona e il vicino Caffè Furlani in Piazza Tito, nel centro storico della città
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Ritratto di gruppo della Banda Comunale di Albona, fondata nel 1836
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. La Porta di San Flore, risalente al XVI secolo, costituisce l’ingresso principale della città. Si distingue per il grande cannone militare dell’epoca austro‑ungarica, per l’antico stemma cittadino e per il leone della Serenissima che la sovrasta. Sopra la porta si possono riconoscere uno dei cinque leoni veneziani che ornano Labin e due stemmi: il primo è quello della città, rimasto invariato fin dal Medioevo; il secondo appartiene al podestà in carica al momento della costruzione della porta urbica, Francesco Grimani.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Veduta urbana del centro storico di Albona, ripresa da Via Onorato Zustovich. La scena comprende la scalinata monumentale che conduce al nucleo medievale della città, gli edifici storici in pietra che fiancheggiano la via e, sulla destra, la facciata laterale della Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, riconoscibile dal rosone e dal rilievo del leone veneziano.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Veduta di Via Onorato Zustovich nel centro storico con inquadratura prospettica verso la Torre dell’Orologio. La stretta via medievale è incorniciata da edifici in pietra e si apre visivamente verso la torre e la facciata del teatro Comunale, situato immediatamente sotto la Torre dell’Orologio.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Edificio religioso minore di origine gotica, dedicato ai Santi Cosma e Damiano e conosciuto localmente come San Cosimo. La chiesetta in pietra presenta una semplice facciata coronata da un piccolo campanile a vela. Si affaccia al Borgo, la piazza principale della città, prima conosciuta come Piazza Tito.
Anonimo
Albona (Labin), Croazia. Rappresentazione del Leone di San Marco, simbolo della dominazione veneziana, tratto dal rilievo collocato sulla facciata del Duomo o Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria di Albona.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta di una delle torri angolari (角楼, jiǎolóu) che si innalzano lungo il fossato della Città Proibita. Realizzate nel 1420 durante la dinastia Ming, queste torri costituivano un elemento fondamentale del sistema difensivo del palazzo imperiale e sono collocate ai quattro angoli della cinta muraria. Quando la Città Proibita era riservata esclusivamente all’imperatore e alla sua famiglia, fungevano da postazioni di sorveglianza e caserme per le guardie imperiali, operative giorno e notte. Le strutture si distinguono per la complessa architettura lignea e per il caratteristico tetto a tripla falda, uno degli elementi più iconici del complesso.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta della Città Proibita con le mura perimetrali, il camminamento e un padiglione d’angolo che domina il fossato. L’antico palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing si estende per oltre 720.000 m², comprende 980 edifici organizzati lungo un rigoroso asse cerimoniale nord‑sud ed è circondato da mura alte 10 metri e da un fossato largo 52 metri. Al centro del complesso si distinguono i tetti dei palazzi interni e una delle grandi sale cerimoniali che ospitava le funzioni più solenni della corte. Costruita tra il 1406 e il 1420 durante il regno dell’imperatore Yongle, la Città Proibita fu la residenza di 24 imperatori e il cuore politico e rituale della Cina per oltre cinque secoli. Divenuta museo nel 1925, oggi ospita le collezioni del Museo del Palazzo, una delle raccolte d’arte imperiale più importanti al mondo. Dal 1987 è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la sua architettura senza eguali e il ruolo centrale nella storia cinese.
Anonimo
Pechino, Cina. Veduta dall’alto del Paiyun Dian (Pai‑yun‑tien), noto come Padiglione delle Nuvole Disperse (Hall of Dispelling Clouds), situato all’interno del Palazzo d’Estate (Yiheyuan). Il Palazzo, donato dall’imperatore Qianlong alla madre in occasione del suo compleanno, fu incendiato dalle truppe anglo‑francesi nel 1860 e ricostruito nel 1886 sotto l’imperatore Guangxu come sala del trono. Successivamente divenne il principale luogo delle celebrazioni del compleanno e di altre funzioni cerimoniali dell’Imperatrice Vedova Cixi. Il complesso è oggi tutelato dall’UNESCO come uno dei più preziosi esempi di architettura paesaggistica imperiale. Considerato simbolicamente la sede dell’Imperatore del Cielo, l’edificio si eleva su una terrazza con balaustre in marmo, preceduta da coppie di draghi e fenici, vasi tripodi e fontane di bronzo. All’interno sono conservati il Trono dei Nove Dragoni e pregiati arredi cerimoniali impiegati nelle celebrazioni.
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